Fronterrè, da Modugno a Merini: capi come messaggio d’autore

Artigiano della moda tra vintage e lirismo

È solo un frame_porter-180x140caso che Elio Fronterrè nasca a La Spezia, considerata città “di passaggio” da cui si allontana all’età di nove anni, per trasferirsi nella terra dei suoi genitori, la Sicilia. In poco tempo, l’Isola diventa per lui il suo vero paese d’origine e s’imprime nelle pieghe dei suoi abiti e creazioni. Designer autodidatta, stilista outsider, Elio, intraprende un vero e proprio viaggio all’interno della memoria per la progettazione delle sue collezioni femminili, dove ogni singolo capo è spesso dipinto a mano quasi fosse un quadro, o meglio un percorso artistico, colto ed emozionante.

 

ARTIGIANO DELLA MODA – A ventiquattro anni, Elio fa della sua passione una professione a tutti gli effetti, distribuendo i suoi prodotti per tutto lo Stivale: da Ischia (dove oggi ha il laboratorio ) a Napoli, da Roma a Marzamemi. La ricerca di materiali vintage, segnati dal tempo, ma anche l’uso d’immagini evocative e parole altisonanti, divengono rapidamente i suoi ricorrenti compagni di vita che gli permettono di trasformare molti capi in messaggi d’autore. Fuori dai circuiti pubblicitari più standardizzati, Elio Fronterrè, si considera un “artigiano della moda”, libero dai preconcetti legati al fashion system, le sue “artigianalità” e i suoi pezzi unici, seguono i circuiti legati alle sue tele, il tutto con grande ironia ed un sano cinismo.

MESSAGGI D’AUTORE – “Sono vestiti per chi ha una forte personalità e, poiché prodotti artistici, sono pensati per chi ama la musica, la pittura, la poesia; sono ispirati a canzoni, a dipinti e a grandi artisti”, spiega Fronterré. Non è un caso, infatti, che alcune collezioni nascono dall’incontro con le poesie di Alda Merini o i testi delle canzoni di Modugno. Ad esempio, un verso tratto da Lirica Antica, “amore mio ho sognato di te come si sogna della rosa e del vento”, diventa una suggestione, un sogno evocativo che esplode nei tratti, nelle forme e nei colori.

LO STILISTA – Fin da giovane, Elio ha sempre dato spazio al proprio estro creativo, lavorando in diversi campi, dal teatro al restauro. Dopo aver studiato Lettere Moderne e Discipline dello Spettacolo a Roma, ha cominciato la sua carriera disegnando gioielli e accessori moda, dalle sciarpe alle scarpe, per poi fondare la sua personal label, ricca di luce e colore, che egli trasforma, di volta in volta, in forme di violenta espressività. Impegnato attivamente nel sociale, ha sovvenzionato progetti di Emergency, ad esempio, donando il ricavato della sua collezione di gonne e oggetti ispirati alla Palestina, per aiutare alcuni campi profughi. Ogni vestito, ogni piccolo accessorio trasuda una sicilianità arcaica ma attualissima, venuta fuori dalla matita di Elio, dove i tratti della sua terra si mescolano a pizzi, merletti, foto storiche, borse vintage arricchite da spille di piume e dettagli macramè. La sua donna indossa un “metissage”, un quadro malinconico reso ancora più affascinante da accostamenti patchwork e stampe d´autore. Il gusto vintage si mescola così a tagli lineari ed essenziali o, a un meltin’ pot di architetture nate da giustapposizioni e contrasti forti di tessuti e di colori, simili a quelli evidenziati nelle tele di Guttuso. Le sue silhouette vivono nel lirismo e non ostentano un glamour vuoto e vezzoso, anzi ricordano le dive in bianco-nero, come Marlene Dietrich, Mina, Giulietta Masina che diventano improvvisamente delle effigi fotografiche da portare a spasso su t-shirt, gonne, sciarpe e su svariati capi, a tal punto da farli diventare altro da sé.

03 settembre 2013
Tratto da: http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/palermo/notizie/ore_piccole/2013/3-settembre-2013/fronterre-modugno-merinicapi-come-messaggio-d-autore-2222887376068.shtml 

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